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Innovazione della stampa 3D, intervista a 3D-HI TECH

Intervista al gruppo di lavoro 3D-Hi Tech di Ancona sulla innovazione della stampa 3D e dei processi connessi per produzione di prototipi e prodotti per il mercato.

La stampa 3D sembra che abbia superato da un pò di anni lo scoglio del fai da te, ed è arrivata direttamente sui tavoli di lavoro delle aziende che innovano i processi e quindi l’opportunità di ricerca di nuovi modelli di business. Non pretendiamo che il livello di dibattito su questi temi in Italia, possa raggiungere quanto messo in campo da Chris Anderson già nel 2008 con il suo  The Long Tail: Why the Future of Business Is Selling Less of More  (ISBN 978-1401309664), ma almeno vogliamo provare ad entrare nelle segrete stanze di chi progetta in 3D e realizza per i propri clienti modelli, prototipi e veri e propri oggetti pronti ad essere farciti di elettronica, meccanica ed altro ancora, e arrivare così direttamente nelle mani dei clienti, senza essere passati in nessun santuario della produzione conosciuto fino ad oggi con il nome di “fabbrica” o “stabilimento di produzione”.

La stampa in 3D è una tecnologia molto chiacchierata ma chi ne parla spesso non la comprende appieno. Si passa dal descriverla come un diletto per geek che desiderano stamparsi accessori e modellini, ad indicarla in maniera esagerata come la rivoluzione che sostituirà intere filiere del valore. Cerchiamo di capire qualcosa in più con 3D-High Tech.

Ebbene, la rivoluzione vera è che tanti oggetti, device, apparati, oggi arrivano nelle mani degli utilizzatori finali passando direttamente dalla piccola stamperia 3D, alla piccola società che assembla le diverse componenti, e nel breve il tutto arriva nelle mani dell’utente senza che la “fabbrica” sia mai entrata in gioco.

Questa è la vera rivoluzione del terzo millennio. La possibilità di intraprendere piccole e personalizzate produzioni, senza che tali oggetti escano da una fabbrica. La fabbrica infatti è diventata diffusa, e là dove si stampa con le moderne tecniche, alla porta accanto si integrano oggetti singolari per serie limitate di esigenze e soddisfazione dei clienti, anche essi limitati ad una categoria non più massificata.

Questa la premessa necessaria a questa intervista che porta sulle pagine di GeoSmart Magazine un piccolo gruppo di lavoro e produzione di quanto di più innovativo stia capitando nella filiera dei prototipi e della produzione di oggetti professionali e industriali. Il leitmotiv rimane l’innovazione tecnologica e l’evoluzione dei modelli di business su cui anche le multinazionali come Hewlett & Packard hanno deciso di puntare.

GeoSmartMagazine :  3D-Hi Tech è una realtà marchigiana attiva nel settore della stampa 3D di tipo professionale e industriale. Come avete vissuto questa transizione dal tradizionale mondo della progettazione e produzione di stampi, al mondo della stampa on demand orientata ad applicazioni non classiche come quelle del mondo dei FabLab tipico dei maker italiani?

3D Hi Tech: E’ stata una naturale transizione come la teoria Darwiniana insegna ogni specie si evolve al mutare delle condizioni ambientali. L’implementazione portata da HP ha di fatto colmato il gap che esisteva tra l’ideazione del prodotto e la realizzazione dello stesso su larga scala.

GSM: immaginiamo che le industrie, le piccole realtà produttive e in genere il tessuto produttivo marchigiano abbia avuto una reazione di sorpresa alla vostra proposta di cambio di paradigma nella produzione di sistemi, oggetti e soluzioni anche per produzioni limitate ma professionali.
Potete raccontarci dal vostro privilegiato punto di vista, come hanno reagito i vostri clienti?

3DHT: Le aziende più attente all’innovazione ma soprattutto quelle con canali di vendita on line   hanno immediatamente intuito la potenzialità dell’evoluzione in essere, per le altre che scoprono ora le nuove performance qualitative a livello produttivo c’è grande sorpresa in quanto ancorate al vecchio concetto   di oggetto prototipo realizzato con le tradizionali tecnologie a filamento e resina con tutti i fisiologici limiti estetici meccanici e di tolleranza.

GSM: I player nel campo del 3D Printing coincidono con poche e visionarie aziende multinazionali. Hewlett-Packard che può vantare la targa “Birthplace of Silicon Valley” è tra queste, e la vostra scelta produttiva coincide con una delle tecnologie leader come la MJF. Potete raccontarci il perché e il riflesso pratico sulla produzione di oggetti professionali comparabili alle produzioni standard con l’uso degli stampi?

3DHT: Hp leader mondiale nel campo delle stampanti grafiche, prima di inserirsi in questo segmento di mercato così specifico ha di fatto avuto una intuizione semplicissima per quanto rivoluzionaria. Lanciando il progetto di ricerca MJF   ha imposto come input di progetto non solo il fatto di avere standard produttivi equiparabili a prodotti realizzati da stampo ma anche e soprattutto di tenere conto dei lead time produttivi e del costing finale dei prodotti. Parametri questi ultimi lasciati sempre in secondo piano dagli altri players.

GSM: E’ evidente che le tecnologie della digital fabrication assumono un ruolo chiave nell’innovazione e Poiché la fabbricazione digitale è, nel complesso, un processo più veloce ed economico, gli imprenditori risparmiano tempo e denaro e questi risparmi possono essere trasferiti al cliente. Inoltre, la fabbricazione digitale incoraggia la creatività e la personalizzazione, poiché non vi è alcun aumento di prezzo per realizzare un prodotto unico nel suo genere“. Quanto di questa affermazione è vera nella vostra esperienza del settore?

3DHT: Questa è la realtà, il binomio tempo-denaro e qualità di prodotto-servizio sono ormai imprescindibili per garantirsi l’esistenza sui mercati che richiedono nuove release di prodotto a ritmi 5 volte più veloci che in passato.
Per quanto riguarda l’assoluta possibilità di personalizzare ogni singolo oggetto, ovvero produrre oggetti di serie, ma un pezzo alla volta, è questa una caratteristica che per comparti come il nostro apprezzatissimo made in Italy diventa una leva di espansione esponenziale.

GSM : GeoSmart Magazine è un punto di riferimento per l’innovazione 5.0 ed in particolare per le tecnologie innovative per il territorio in senso ampio,. Il mondo del 3D non è solo stampa manufatturiera, ma anche modelli del territorio, di monumenti, architettura e beni culturali, che necessariamente hanno necessità della stampa 3D di qualità a colori.
Potete raccontarci come si sta evolvendo questo tipo di tecnologia di interesse per molti lettori di GSM?

3DHT: Dal punto della tecnologia nuda e cruda diciamo che non ci sono grandi innovazioni. Ad oggi i prodotti di questo tipo sono realizzati tramite stampati a polveri di Gesso o Nylon12 (PA12) di cui possiamo fornire un servizio a tutti coloro che ne hanno necessità
Il problema è invece nelle dimensioni ridotte (25x25x20 cm) rispetto al modello, che anche se in scala, richiede comunque spesso attività di post-produzione con personale esperto.

Ad oggi la realizzazione di oggetti grandi passa la stampa a filamento, con riproduzioni monocromatiche solitamente bianche, che devo successivamente essere trattate e colorate spesso a mano. Ma anche su questo fronte l’innovazione va veloce, e le stampanti multicromatiche saranno a breve disponibili anche per ambienti “office”.

GSM : Le nuove tecnologie hanno un costo, spesso elevato. Come si fa a fare innovazione in un contesto così complesso come la progettazione, la modellazione e la stampa pur sempre di qualità. Insomma, quanto costa innovare in processi così complessi?

3DHT: Come per tutte le innovazioni i due cardini imprescindibili   sono l’acquisizione delle tecnologie e la formazione specifica delle figure che operano in ambito applicativo.
Per quanto riguarda il primo aspetto  i capitali da improntare sono imponenti tuttavia oggi  finanza  e   fiscalità  agevolata aiutano a poter gestire questo aspetto .

Diverso è per la formazione dei tecnici, dei progettisti, e infine abituare i clienti ai nuovi paradigmi applicativi. Il processo è sicuramente più lungo e complesso da gestire, in quanto il fattore umano è ancora l’ingrediente primario. Dare valore e senso ad ogni evoluzione, anche tecnologica, è un lavoro che richiede costanza, fantasia e fiducia infinita soprattutto nel futuro.

 GSM: grazie della vostra disponibilità e buon lavoro.

Alcuni utili riferimenti per chi volesse approfondire il tema:

www.3dht.it – Il sito di 3D-Hi Tech con una raccolta di informazioni e il Service On Demand per la stampa 3D professionale, compreso il supporto alla progettazione e realizzazione dei modelli.

Fabricated, the new world of 3D PRINTING, a cura di Hod Limpson e Melba Kurman, WILEY  2013

The Long Tail: Why the Future of Business is Selling Less of More, a cura di Chris Anderson, Goodreaders Author 2006.

https://craftcloud3d.com/material-guide – una guida unica ai materiali in uso nella stampa 3D.

https://www8.hp.com/us/en/printers/3d-printers.html – basta dare un’occhiata al segmento 3D Printer di HP per rendersi conto che i sogni sono finiti, e che la stampa 3D per tutti è sempre più una realtà.

https://en.wikipedia.org/wiki/3D_printing – la voce più autorevole e conosciuta è la wikipedia in inglese. Almeno al momento di questa intervista (feb.2021).

Intervista a cura di Domenico Santarsiero – dsgeo57@gmail.com

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