HomeCulturaIntelligenza artificiale per i beni culturali, la ricostruzione degli affreschi di Pompei

Intelligenza artificiale per i beni culturali, la ricostruzione degli affreschi di Pompei

Intelligenza artificiale per i beni culturali e la tecnologia robotica saranno utilizzati nel progetto RePAIR (Reconstructing the past: Artificial Intelligence and Robotics meet Cultural Heritage) per la ricostruzione degli affreschi di Pompei.

La ricostruzione fisica di opere d’arte frantumate rappresenta una delle fasi più laboriose della ricerca archeologica. Estratti dai siti di scavo, sono innumerevoli i reperti antichi, quali vasi, anfore e affreschi, che presentano danni. Il progetto RePAIR, finanziato dall’UE, agevolerà il processo di ricostruzione per dare nuova vita alle antiche opere d’arte. Nello specifico, svilupperà un sistema robotico intelligente in grado di elaborare, abbinare e assemblare fisicamente in modo autonomo grandi reperti frammentati in una frazione del tempo necessario agli esseri umani. Questo nuovo sistema sarà testato all’interno di casi di studio emblematici provenienti dal sito patrimonio mondiale dell’UNESCO di Pompei. Restaurerà due affreschi di fama mondiale, attualmente in migliaia di frammenti e conservati all’interno di depositi.

Obiettivo del progetto è sviluppare una tecnologia rivoluzionaria per eliminare virtualmente uno dei passaggi più laboriosi e frustranti nella ricerca archeologica, ovvero la ricostruzione fisica delle opere d’arte in frantumi. Infatti, innumerevoli vasi, anfore, affreschi e altri manufatti antichi, in tutto il mondo, non sono sopravvissuti intatti e sono stati estratti dai siti di scavo come grandi raccolte di frammenti, molti dei quali sono danneggiati, consumati o del tutto mancanti. La ricostruzione di piccoli manufatti è tipicamente eseguita da operatori esperti, possibilmente con l’assistenza di software dedicato, ma quando il numero di frammenti è grande (ad esempio, dell’ordine di migliaia) il restauro manuale o assistito da computer è semplicemente senza speranza. Questo impedisce che una grande parte del patrimonio culturale mondiale sia apertamente accessibile agli studiosi e al pubblico in generale.
Sviluppando e integrando nuove tecnologie nel campo della robotica, della visione artificiale e dell’intelligenza artificiale, prevediamo un futuro in cui l’archeologia possa affrontare efficacemente problemi di ricostruzione su una scala senza precedenti e sia in grado di riportare in vita opere d’arte antiche e capolavori che altrimenti rimarrebbero in pezzi per sempre.
Nello specifico, il progetto RePAIR mira a sviluppare un sistema robotico intelligente che elaborerà, abbinerà e assemblerà fisicamente grandi manufatti frammentati in modo autonomo in una frazione del tempo necessario agli umani. Il livello di ambizione della proposta pone diverse sfide che non possono essere affrontate in modo soddisfacente con le tecnologie standard, e quindi saranno sviluppate nuove soluzioni che spingeranno i confini della ricerca nei campi della robotica e della visione artificiale.
Il sistema sarà testato su casi studio iconici del sito di Pompei, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e un risultato tangibile del progetto sarà il restauro di due affreschi di fama mondiale che ora sono frantumati in migliaia di frammenti e dimenticati nei magazzini.

Oggetto di questa sperimentazione saranno gli affreschi del soffitto della Casa dei Pittori al Lavoro nell’Insula dei Casti Amanti, danneggiati nel corso della eruzione del 79 d.C. e poi ridotti in frantumi in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il secondo caso di studio sarà inoltre costituito dai frammenti degli affreschi della Schola Armaturarum, determinati dal crollo dell’edificio nel 2010 e in parte ancora non ricollocati.

Partner del progetto “RePAIR”, assieme al Parco Archeologico di Pompei sono: l’Università Ca’ Foscari di Venezia (ente coordinatore), la Ben-Gurion University of the Negev di Israele, l’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia – con i laboratori di robotica e intelligenza artificiale a Genova e del Center for Cultural Heritage Technology (CCHT@Ca’Foscari) a Venezia – l’Associacao do Instituto Superior Tecnico Para a Investigacao e Desenvolvimento del Portogallo, la Rheinische Friedrich Wilhelms Universitat di Bonn in Germania ed il Ministero della Cultura.

(Fonte: Università Ca’ Foscari VeneziaCordis Europa)

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