HomeEtica e Innovazione"Connessioni domiciliari" per la nuova professione del Facilitatore Digitale in sanità

“Connessioni domiciliari” per la nuova professione del Facilitatore Digitale in sanità

È ora disponibile la presentazione di Elisabetta Giacosa ideatrice di “Connessioni domiciliari”, progetto che è stato selezionato dalla call “GEO Innovation Woman Program 2022”. Il progetto sarà presentato in un workshop organizzato a gennaio 2023, in data che sarà comunicata a breve.

Video di presentazione del progetto Connessioni Domiciliari con Elisabetta Giacosa

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Il progetto “Connessioni domiciliari” si basa sull’erogazione di una formazione teorico-pratica finalizzata all’acquisizione e certificazione delle competenze per la nuova figura professionale del Facilitatore Digitale Socio-Assistenziale-Sanitario (in linea con il programma DigComp europeo e con l’iniziativa Repubblica Digitale del MITD).

I Facilitatori Digitali sono giovani NEET residenti nella provincia di Cuneo, tra i 18 ed i 28 anni, con particolare attenzione alle donne ed ai residenti nelle aree interne o periferiche. La formazione teorica viene erogata da imprese ed enti del settore ICT riconosciuti dal MITD e dall’iniziativa Repubblica Digitale, mentre la formazione pratica viene effettuata da imprese ICT già fornitrici dei servizi alle PA coinvolte, in collaborazione con Uscire Insieme ONLUS che mette a disposizione il catalogo informativo dei servizi domiciliari già mappati ed attivi in ciascun Comune della provincia di Cuneo. Come, ad esempio, il broadcast WhatsApp di intrattenimento “Vicini col CUORE” e il Broadcast – #iorestobugianen nati a risposta dei disagi sociali creati dal Covid-19 o ancora il Numero Verde Anziani 800-767-800.

Gli obiettivi del progetto “Connessioni domiciliari”

L’obiettivo che si vuole perseguire con la formazione ai giovani Facilitatori Digitali è duplice:

  • Da un lato quello di accrescere le competenze digitali dei giovani NEET relativamente ai servizi e prestazioni domiciliari erogate dalle Pubbliche Amministrazioni, dai Consorzi Socio-Assistenziali, dalle RSA, dalle ASL, dalle farmacie del territorio e dagli Enti del Terzo Settore, finalizzata alla creazione di nuove opportunità di lavoro per i giovani.
  • Dall’altro di supportare gli Assistenti Familiari ed i Caregivers nell’acquisizione di nuove conoscenze e competenze digitali fondamentali per l’accesso ai servizi attivi e disponibili in ciascun territorio di riferimento.

Il team è stato composto grazie alla coesione poliedrica di figure manageriali e figure sanitarie a stretto contatto con l’area tematica di riferimento, in grado da apportare competenze e punti di vista arricchiti di esperienze personali, per il perseguimento degli obbiettivi di progetto. Inoltre, la squadra formata da 10 persone di cui l’80% donne, permette una connessione ulteriore interculturale, essendo il 20% delle rappresentati straniere, che possiedono una conoscenza delle lingue dell’est Europa oltre all’inglese ed al francese.

Il progetto “Connessioni domiciliari” punta ad accrescere le competenze di giovani NEET, con particolare attenzione alle donne. Ad oggi, in collaborazione con altre associazioni ed imprese for profit e non profit, abbiamo reclutato e formato oltre 20 giovani (tra i 18 ed i 28 anni, la maggior parte donne). Inoltre, il target dei beneficiari del supporto di Facilitazione Digitale Socio-Assistenziale-Sanitario riguarda le Assistenti Familiari, le OSS che sono per la maggioranza donne straniere con un livello di formazione medio-basso e con scarse competenze digitali (indice DESI).

Il contesto di riferimento

Nel corso degli ultimi anni, in Italia, si è costituito un nuovo e complesso paradigma socioeconomico: la fragilità demografica e la rottura dei precedenti sistemi relazionali hanno inevitabilmente condotto a una presa di coscienza sull’importanza del singolo e del benessere sociale. Il nostro paese è una delle nazioni europee con uno dei tassi di ultrasessantacinquenni maggiore, in particolare la regione Piemonte ne rappresenta una delle porzioni più colpite a livello nazionale. (Fonte: dati Istat 2021)

Il calo delle nascite, l’incertezza lavorativa e la frammentazione famigliare portano inevitabilmente all’aumento dell’età media italiana comportando una spinta propulsoria verso la soddisfazione di nuovi bisogni umani interconnessi alle sfere economiche. La necessità di aprire nuove visioni di welfare pubblico o privato è fondamentale per il reale supporto generazionale, colmo di realtà delicate che oramai sono divenute quotidiane.

L’assistenza domiciliare e professionale di anziani, disabili e soggetti non autosufficienti cambia radicalmente le condizioni e le aspettative di vita delle persone protagoniste e dei soggetti affini, i quali per la maggioranza diventano conviventi di una fragilità che al giorno d’oggi difficilmente fa a meno del supporto di parenti, caregivers, assistenti sanitari professionali o Enti del Terzo Settore.

L’aumento inevitabile della domanda porta conseguentemente all’incremento dell’offerta ma è ampliamente condiviso che fornire servizi di assistenza sanitaria, è molto complesso, e spesso le prestazioni individuate non sono sufficienti e adeguante. Sebbene siano situazioni da sempre accadute il peggioramento progressivo e il continuo aumento di difficoltà è evidente, la pandemia, nel modo peggiore possibile, ha accelerato la curva attenzionale sulla vulnerabilità e l’importanza sociale che ricopre.

La progressiva evoluzione tecnologia, centrale nelle misure del Piano Nazionale Resilienza e Resistenza (PNRR), accompagnata dalle potenzialità della strategia dell’Agenda 2030, permette di rivoluzionare le dimensioni tutelative del benessere sociale adottando nuovi approcci integrativi in grado di “fare la differenza” soprattutto nel campo sanitario.

La crescita delle opportunità deve però relazionarsi con una forte scarsità organizzativa causata dal livello di difficoltà e competenze necessario per la loro massima aspirazione, lo squilibrio demografico della maggioranza generazionale comporta che nonostante l’esistenza degli strumenti forniti, non si è in condizione di cavalcare la transazione digitale. Il continuo degrado della vulnerabilità sociale non può più essere un obbiettivo aleatorio ma deve essere protagonista di strategie attive e concrete per la tutela delle miglior condizioni possibili.

Descrizione delle difficoltà e soluzione proposta da “Connessioni domiciliari”

Gli over 65 in Italia sono oltre 14 milioni e sono proprio loro ad incontrare le maggiori difficoltà legate all’accelerazione della transizione digitale-ecologica in corso a causa delle scarse o nulle competenze di base in ambito digitale e tecnologico, determinate dalla mancanza di strutture necessarie e soprattutto dalla carenza culturale sulle potenzialità che gli strumenti tecnologici che al giorno d’oggi sono in grado di fornire: costituendo un vero e proprio alfabetismo funzionale e digitale.

Per rispondere a questa criticità il progetto “Connessioni domiciliari” vuole contribuire a sviluppare una nuova figura professionale in grado di supportare le persone anziane, le persone fragili ed i loro familiari a cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e più in generale dalla “società dell’informazione”. Non sono sottovalutabili difatti, le conclusioni del rapporto OCSE che già 2019 sottolinea che: “La popolazione italiana non possiede le competenze di base necessarie per prosperare in un mondo digitale, sia in società sia sul posto di lavoro “.

Il problema dell’alfabetizzazione digitale sebbene colpisca altresì la sfera dell’economia occupazionale preme maggiormente sulle problematiche umanitarie e le conseguenze sociali. Allontanando l’Italia gli obbiettivi sostenibili mondiali dell’Agenda 2030, aggravando l’isolamento dei soggetti vulnerabili e di chi se ne occupa. L’accentramento sempre più forte dei servizi medico assistenziali nei grandi nuclei demografici a discapito delle aeree periferiche fa nascere la necessità di saper ottimizzare gli strumenti a favore dell’integrazione sociale e sanitaria.

Il progetto si basa sulla nuova figura professionale del Facilitatore Digitale SocioAssistenziale-Sanitario che ha la funzione di sostenere e promuovere la domiciliarità tecnologica attraverso un supporto agli anziani, alle persone fragili, ai loro familiari, ai caregivers e agli assistenti familiari nell’accesso ed uso di servizi e prestazioni socioassistenziali e socio-sanitarie erogate da Comuni, Consorzi Socio-Assistenziali, RSA, Farmacie, Sistema Sanitario ed Enti del Terzo Settore.

connessioni domiciliari, il team.

(Fonte: redazionale)

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